Siamo alla soglie di un cambiamento epocale per la politica. Una politica che solo in superficie sembra calma e piatta, ma che al suo interno vede incontrarsi e scontrarsi diversi movimenti e diverse idee.Il centrodestra, soprattutto ascolano, dovrebbe approfittare di questo “momento di calma”  per adottare un nuovo vocabolario.Un nuovo vocabolario, però, non presuppone la rottamazione di quello vecchio. E’ necessaria un’opera di revisione dei termini adoperati e, conseguentemente, un’opera di riforma dei concetti sottesi.Il centrodestra deve, a mio parere, impegnarsi a definire sempre meglio il significato della parola che è anche la sua ragione costitutiva: libertà.Libertà che non può e  non deve significare anarchia completa o ricerca indiscriminata dell’utile egoistico.Una libertà che, al contempo, non può e non deve essere il puntello per giustificare monopoli pubblici e/o privati, assistenzialismo, rendite parassitarie e spinte corporative.Una libertà che declini al suo interno concetti cardine come creatività, innovazione, merito, innovazione, qualità e compassione.Una libertà che non guarda alle nuove generazioni con paternalismo, ma che parte proprio da queste  ultime.  Sono questi, infatti, i concetti che all’estero stanno cambiando il volto dei partiti conservatori, popolari e liberali.Non è una utopia, ma questo nuovo vocabolario viene già parlato in gran parte del mondo libero. David Cameron, Arnold Schwarzenegger e Nicolas Szarkozy sono questi, infatti, i campioni di questa nuova sensibilità politica.Campioni di una società che produce idee e futuro e che non ha paura di affrontare i problemi che vive, cercando di trovare delle soluzioni di ampio respiro.Purtroppo questo vento sembra essere riuscito ad “entrare” nella valle del Tronto per rinnovare l’aria della politica cittadina, soprattutto nel versante del centrodestra.Ma noi non disperiamo.Il vento, come la libertà, non si può fermare per sempre. 

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